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L’intelligenza artificiale applicata alla Pubblica Amministrazione.

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Tempo di lettura: 3 minuti

Sfide e opportunità di una trasformazione digitalmente antropocentrica

Tesi di Laurea di Gaia Buttaroni presso l’Università degli Studi della Tuscia

Questa ricerca si pone come obiettivo quello di svelare la profondità dell’impatto che l’Intelligenza Artificiale ha sulla Pubblica Amministrazione. L’espressione “trasformazione digitalmente antropocentrica” racchiude il senso di questa ricerca, la quale si propone di esaminare il panorama contemporaneo caratterizzato dalla onnipresente, crescente, pervasiva e costante presenza dell’Intelligenza Artificiale.
In un’epoca in cui la tecnologia permea ogni aspetto della nostra vita, il presente lavoro si prefigge l’obiettivo di evidenziare la possibilità di conferire una dimensione umana al digitale, prospettiva che, in conformità con l’approccio antropocentrico adottato dalla digitalizzazione, intende dare rilievo all’ipotesi secondo la quale il progresso tecnologico non debba automaticamente tradursi ed implicare una disumanizzazione.
Partendo da una disamina approfondita del concetto di Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di delineare in maniera chiara una definizione comunemente condivisa, e di individuare le eventuali distorsioni e criticità, lo studio prosegue con l’analisi del contesto attuale, includendo i piani di sviluppo e le riforme in atto allo scopo di comprendere appieno il quadro normativo e le strategie adottate per far fronte ai rischi e alle prove imposte dalla recente tecnologia.
La ricerca si conclude sottolineando con enfasi l’importanza attribuita al benessere individuale e al progresso della società, principali obiettivi della transizione orientata alla digitalizzazione.
Attraverso l’illustrazione degli Artificial Human di QuestIT, viene dimostrato come l’incorporazione dell’Intelligenza Artificiale nel contesto della Pubblica Amministrazione, e più ampiamente all’interno del settore pubblico, comporti notevoli vantaggi, con particolare riguardo all’accessibilità.
Adottando l’approccio centrato sull’essere umano, si sono posti in evidenza gli impatti positivi che l’integrazione digitale può apportare, contribuendo al benessere del singolo individuo e al progresso della società, intesa come collettività.
In sintesi, il presente studio delinea il percorso verso la trasformazione digitale, in cui la tecnologia viene considerata come uno strumento al servizio di obiettivi elevati e delle specifiche necessità individuali. L’invito morale dell’elaborato è quello di non considerare la tecnologia con timore, ma piuttosto coltivare fiducia nei suoi benefici, purché venga utilizzata in modo responsabile e improntata alla promozione del benessere individuale e collettivo.

Introduzione

La presente ricerca di tesi si origina da una specifica esperienza personale, nella quale l’autrice di questo lavoro si è trovata coinvolta: la creazione di un Artificial Human per il progetto “Avacontest” promosso dall’azienda QuestIT.

L’esame delle riflessioni scaturite dalla predetta esperienza, converge sulla dinamica relazionale ed il rapporto tra l’artificiale e l’essere umano, nonché sull’analisi della relazione tra i due termini.
L’interrogativo sulla loro conciliabilità ha permesso di avanzare l’ipotesi secondo la quale, piuttosto che di un’inconciliabilità, si vada a trattare di una complementarietà “moderna”, andando in contrasto con la prospettiva distopica o addirittura apocalittica che permea l’immaginario collettivo in relazione al futuro dell’Intelligenza Artificiale in cui si evince una diffusa sensazione dello smarrimento d’identità.
Queste riflessioni hanno costituito il substrato concettuale per la stesura dell’elaborato in oggetto andatosi a delineare sulla base di un approccio scientifico ed antidogmatico, volto ad una profonda e consapevole comprensione del fenomeno, dal momento che all’interno del contesto dell’Intelligenza Artificiale, soggetto ad un’incessante sviluppo ed innovazione, la ricerca accademica costituisce un pilastro fondamentale nel delineare nuove prospettive, proporre nuovi spunti di riflessione, cercare risposte a complessi interrogativi e nel contribuire al progredimento della conoscenza.

Un Artificial Human deve intendersi ed essere interpretato come un “Artificiale umano” o “Umano artificiale”?

In virtù della pervasività del fenomeno nello scenario globale, il presente studio rivolge particolare attenzione al settore pubblico che data la sua natura intrinseca, strettamente correlata alla società, lo rende una componente fondamentale nel contesto delle implicazioni della trasformazione digitale, la quale, oltre a manifestarsi attraverso risvolti tecnologici e organizzativi, comporta inevitabili cambiamenti di natura sociale, etica e relazionale, da cui discendono conseguenze normative e giurisprudenziali.