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I nuovi modelli di Business Intelligence raggiungono livelli di eccellenza se applicati e integrati da tecnologie di Intelligenza Artificiale come Assistenti Virtuali e chatbot. Se in passato questi strumenti si basavano su approcci top-down, oggi sempre più aziende stanno adottando modelli più aperti e collaborativi, caratterizzati da un approccio self-service ai dati che garantisce risposte più veloci e mirate.

Ma la distinzione tra chatbot e assistenti virtuali, che già in parte si differenziano per il grado di intelligenza artificiale applicata, diventa ancora più ampia con l’introduzione degli Artificial Human nello scenario evolutivo delle tecnologie intelligenti che prendono parte a quella che viene chiamata la “quarta rivoluzione industriale”. I normali assistenti virtuali conversazionali sono in grado di automatizzare e ottimizzare numerose attività e, di conseguenza, eliminare azioni ripetitive con un ritorno significativo sulla produttività dei dipendenti e con un miglioramento evidente sulla Customer Satisfaction degli utenti/clienti che hanno la possibilità di avere un’assistenza personalizzata h24 anche a distanza interagendo con un sistema di semplice utilizzo, rapido e performante. Con l’avvento degli Artificial Human, evoluzione dei comuni assistenti virtuali, l’elaborazione del linguaggio si eleva verso una relazione empatica che migliora l’esperienza di interazione dell’utente. L’intelligenza artificiale, in questo senso, permette un’analisi dei precedenti comportamenti dell’utente o delle preferenze manifestate e riproduce gli aspetti verbali e non verbali durante la conversazione, rispondendo in multimodalità al suo interlocutore virtuale, a seconda dello stato d’animo dell’utente. La piattaforma conversazionale Algho è stata progettata per analizzare il tono della voce utilizzato dagli utenti durante una conversazione per classificarne lo stato emotivo e portare a un livello più alto l’interazione con la riproduzione del sistema delle espressioni facciali e delle le gestualità tipiche degli umani attraverso la Digital Human Interface, l’interfaccia personalizzata alla base degli Artificial Human, tecniche di computer vision e di machine learning per l’autoapprendimento automatico.

Gli agenti conversazionali sono spesso basati su testo e voce. Fornire un aspetto fisico al nostro Artificial Human, con comportamenti espressivi, è un fattore chiave di differenziazione per la creazione di agenti conversazionali evoluti. La Digital Human Interface consente di dare a un normale bot un aspetto fisico che garantisce la continuità del dialogo da uomo a uomo.

A supporto della ricerca condotta da Questit nel campo dell’intelligenza artificiale per lo sviluppo di Artificial Human, presentiamo alcuni casi studio di aziende ed enti pubblici che hanno integrato la tecnologia ai loro servizi, con dati reali sulle interazioni che mostrano come l’adozione di un sistema intelligente altamente evoluto abbia abbattuto molti dei problemi e dei gap comunicativi tra azienda e cliente.