Avatar dall’aspetto umano che elevano l’esperienza utente
Come e perché scegliere un Artificial Human per la tua attività
Dopo il successo dell’evento “Dall’empatia alla persuasione: la nuova era degli Artificial Human“, QuestIT ha iniziato un percorso nuovo, che la mette a capo di un rivoluzionario tipo di Intelligenza Artificiale, capace di riconoscere le emozioni degli utenti e fornire la migliore soluzione al problema e alle diverse esigenze, replicando negli atteggiamenti e nelle strategie l’approccio umano.
Gli Artificial Human rappresentano la più alta evoluzione nel campo degli Assistenti Virtuali, capaci di parlare più lingue, di imparare mentre conversano con gli utenti e di creare risposte e percorsi personalizzati per ognuno.
Gli Artificial Human sono, inoltre, capaci, grazie anche al loro aspetto umanoide, di stabilire una vera e propria relazione con gli utenti, instaurando un sentimento di fiducia che inevitabilmente si traduce in fidelizzazione verso il brand.
La chiacchierata all’ora del tè, con il CEO di QuestIT Ernesto Di Iorio, ci ha aiutato a scoprire, passo passo, qual è stato il percorso evolutivo che ha portato a questa nuova evoluzione, un percorso guidato dal suo sguardo rivolto al futuro e a ciò che ci riserva l’intelligenza artificiale.
In 3 risposte, il nostro CEO, ci ha illuminati su passato, presente ma soprattutto futuro dell’IA.
1. Quali sono le specificità degli Artificial Human e cosa li rende unici tanto da essere scelti dai più importanti enti e aziende a livello nazionale?
L’idea di creare degli “umani artificiali“ è nata in un laboratorio di ricerca universitaria, quando iniziavo a sognare e a lavorare su agenti intelligenti che fossero capaci di sfidare l’uomo a colpi di cruciverba.
Questo sogno l’ho poi concretizzato creando QuestIT e lavorando su agenti conversazionali che andassero ben oltre le semplici risposte a domande basilari.
Così, siamo giunti ad una nuova entità artificiale pienamente intelligente, gli Artificial Human, la cui caratteristica distintiva è l’empatia, ossia l’abilità di riconoscere le emozioni umane, sviluppata grazie a un addestramento basato sulla classificazione delle sette emozioni primarie individuate da Paul Ekman, psicologo statunitense classe 1934.
In un mondo che ha sempre più bisogno di una comunicazione empatica, non potevamo essere esenti dal soddisfare questo bisogno, attraverso le tecnologie di Intelligenza Artificiale. Si è così concretizzata in una nuova feature dei nostri Assistenti Virtuali, una caratteristica che sicuramente ci distingue dalla concorrenza.
2. In che modo gli Artificial Human riescono a personalizzare l’esperienza utente?
Un pò come le pubblicità che ogni giorno troviamo scrollando le storie di instagram, ad esempio, che sanno davvero cosa ci piace e ce lo propongono con contenuti personalizzati, allo stesso modo gli Assistenti Virtuali sanno individuare le nostre preferenze.
Supportato dalla a tecnica di Recommendation System, che consente di individuare, grazie all’analisi delle abitudini d’acquisto del cliente, prodotti e servizi consoni e giusti, gli Assistenti Virtuali Algho immagazzinano le informazioni che prendono dalle conversazioni con un dato utente e trasformano l’esperienza proponendo prodotti o servizi in linea con desideri e bisogni di quel cliente.

Inoltre, i nostri Artificial Human, riducono la distanza uomo-macchina in modo da dar vita ad una comunicazione che consideri tutti gli aspetti propriamente umani per aumentare il coinvolgimento emotivo del consumatore nei confronti di un brand. Il loro utilizzo ha, infatti, già trovato applicazione nell’ E-commerce, dove l’avatar assume le sembianze di un commesso virtuale, così come nell’Healthcare e nella Pubblica Amministrazione in cui svolgono compiti analoghi a quelli dei funzionari pubblici, accogliendo le richieste di informazioni e prendendo, in modo totalmente autonomo, la prenotazione di appuntamenti.
3. Qual è il futuro che ci attende con gli Artificial Human?
Li chiamano meta human, gli avatar che popoleranno il Metaverso e pensare che molte aziende hanno già anticipato questa tendenza con i nostri Artificial Human.
Secondo quanto riportato dalla Commissione Europea esiste un divario negli investimenti effettuati in IA ogni anno, i quali si attestano sui 12-18 miliardi in America, 7-18 miliardi in Cina e solo 2-3 miliardi in Europa.

La prospettiva futura è quindi quella di investire sempre più in tecnologie di Intelligenza Artificiale e lasciare che la tecnologia ci supporti nel nostro lavoro quotidiano.
Ci attende, infatti, un’era sempre più browser less dove gli utenti presentano le loro necessità digitali ad umanoidi 3D che forniscono i servizi e le informazioni richieste e lo fanno parlando, gesticolando, e con espressioni e atteggiamenti tipicamente umani.
Il futuro è un web colmo di Artificial Human pronti a farci navigare tra le pagine dei siti web con il semplice utilizzo della voce!
